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New York e Great Barrington

In Viaggi on 29 giugno 2011 at 10:14 pm

L’arrivo a New York è sempre emozionante. La strada che porta a Manhattan ad un certo punto, improvvisamente, scopre il profilo dei grattacieli su un orizzonte lontano.

A New York incontro Michele. E’ il nostro importatore e distributore per gli stati di NY e NJ. Mi aggiorna su come stanno andando le cose e dei nuovi ristoranti ed enoteche ai quali stiamo vendendo il vino. Nonostante tutto, la situazione complessiva per noi è molto buona. Siamo entrati in un mercato che ha subito una flessione fortissima negli anni della recessione e che ha penalizzato moltissimo i vini più costosi sul mercato. I consumatori americani adesso sembrano molto più attenti. Per ora, i vini che costano centinaia di dollari a bottiglia si vendono meno di prima. In questo quadro generale non esaltante ci riteniamo fortunati per la nostra graduale espansione a New York e nel New Jersey (per altri stati, stiamo lavorando).

Il giorno successivo incontro Annie. Si occupa di marketing del vino (www.divinonyc.com) e prima di tutto è una grandissima appassionata di vino italiano. Ha vissuto per molti anni nel nostro paese e parla benissimo la nostra lingua. Ci vediamo a Soho. Il clima non aiuta e passiamo da un gran sole ad un improvviso e fastidioso temporale. L’appuntamento è al Ristorante Il Barolo. E’ stata proprio Annie a suggerirci di partecipare con i nostri vini all’apertura estiva del bellissimo giardino del ristorante un paio di mesi fa.

Chiacchieriamo di vino e del suo recente viaggio in Italia. Sta portando avanti progetti interessanti per mettere insieme due sue grandi passioni: il vino ed il nostro paese. La sua determinazione ed il trasporto con cui fa le cose le permetteranno senz’altro di riuscire anche questa volta. Con l’occasione salutiamo il direttore del ristorante e ci facciamo raccontare della serata di inaugurazione del giardino.

Devo essere sulla cinquantesima tra poco e non so bene come fare. Sembra una banalità ma in queste condizioni non lo è: piove a dirotto ed in più è l’orario in cui i tassisti cambiano il turno. Ci sono decine di taxi che smontano e non ti prendono.

Dopo un bel po’ di acqua (l’antipatia per gli ombrelli non è sempre una buona cosa) e una decina di isolati a piedi, finalmente convinco un tassista a portarmi in albergo.

Doccia, cambio e vado ad incontrare il mio amico Lee. L’appuntamento è da Teodora. Un piccolo ristorante italiano, elegante e raffinato ma al tempo stesso accogliente e familiare. E’ il ristorante newyorchese di Roberta Riccioli (a Roma con La Rosetta, in zona Pantheon).

Lee è puntualissimo anche se per me è come se fosse in ritardo: sono arrivato con mezz’ora di anticipo perché ricordo male l’appuntamento e non do credito alla mia agenda che invece dice 17.30.

Sono sempre felice di  incontrare Lee. E’ una persona straordinaria e sa di essere speciale. Ha un’alta considerazione di sé, ma per una volta ritengo che non ci sia nulla di male in questo: la sua totale assenza di modestia non mi turba affatto. Lee ha scelto di condurre una vita piena di stimoli e di passioni. Le traversie che (intuisco) ha attraversato non ne hanno frenato la vitalità e non ha mai smesso di apprezzare e coltivare le sue grandi passioni: la musica, la montagna, i viaggi, il vino, la natura e le donne.

Da Teodora cominciamo a raccontarci un po’ di cose. Mi chiede dei miei programmi per il fine settimana. Devo vedere delle persone a cena e poi avrei fatto alcuni giri che avevo pianificato da tempo. Mi chiede di andare insieme a lui ed alla sua compagna nella casa di campagna a Great Barrington. E’ a metà strada tra New York e Boston. Saremmo partiti alle 22.30. Il giorno successivo ci sarebbe stata l’inaugurazione del festival musicale da lui fondato e poi una cena per un po’ di amici. Decido di andare.

Great Barrington ed il Berkshire sono proprio come ci si immagina il New England. Tutto è “gradevole” alla vista. La natura sembra addomesticata, le case sono belle ed in ordine. Nulla qui è fuori posto o stonato. Con l’occasione, visito una bellissima enoteca nel centro di Great Barrington.

Il giorno successivo al concerto incontro Alexandra, la figlia di Lee. Alex è vitale, simpatica e piena di vita. Si occupa di vini ed è molto competente in materia (www.aewines.com). Il suo soprannome, che ho appreso da un video sul sito del NYT, è the Blind Wine Taster, Hanley è il suo inseparabile cane.

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