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Veni, vidi….. VINI!

In Libri on 29 novembre 2011 at 10:57 am

Da quando negli anni novanta l’analisi del DNA irrompe nell’ampelografia, numerose sono le rivelazioni che vanno a scardinare ferme e diffuse credenze in campo enologico: lo Chardonnay pare nasca nell’antica Pannonia (Ungheria), lo Zinfandel non è più un “quasi autoctono” californiano bensì un vicinissimo parente del Primitivo di Manduria (!!!), e così via. La scoperta più sorprendente arriva però nei primi anni del 2000, quando un’equipe internazionale di scienziati impegnata a ricostruire l’albero genealogico della vite in Europa constata la presenza di un “padre comune” in 78 “diversi” vitigni europei contemporanei. Il nome di questo avo collettivo è Heunisch, che corrisponde, in ceppo tedesco, a nostro, una vite “nostra”, ben conosciuta insomma. Quello che in Italia è tradotto come Unno, è un vitigno che fa molta quantità, dotato di poco zucchero e poca qualità, produttivo in climi molto freddi.

Le domande importanti alle quali rispondere, a questo punto, sono tre: da dove viene l’Heunisch? Com’è possibile che sia così ampiamente diffuso? Chi lo ha impiantato e perché?

Per rispondere a tali quesiti Giovanni Negri, scrittore e giornalista (nonché produttore di vino nelle Langhe) ha scritto un libro dal titolo già eloquente, Roma caput vini, edito da Mondadori, in collaborazione con Elisabetta Petrini, ricercatrice ed esperta di etimologia e il professore Attilio Scienza, studioso della genetica della vite.

Mosso dalla speranza che tutto il mondo del vino italiano possa un giorno dirsi a pieno titolo formato da gente consapevole consapevole della propria storia vinicola in questo caso – l’autore, dopo il romanzo giallo “Il sangue di Montalcino”, si propone di divulgare una scoperta, una storia che gli italiani non sanno e che i francesi non vorranno sapere, come si legge sulla quarta di copertina di questo nuovo lavoro d’indagine. E per farlo ci conduce in un’avvincente viaggio nella storia alimentare, politica e sociale dell’antica Roma, dove il vino, carico di valori simbolici, religiosi ed economici, diventerà per mano dei legionari un messaggio preciso per i territori conquistati, hic manebimus optime, e dove, con l’imperatore Probo, l’impero romano si trasformerà in un impero anche vitivinicolo.

La scorsa settimana il libro è stato presentato dagli stessi autori all’Hotel Rome Cavalieri Hilton di Roma, sede dell’AIS e culla dell’odierna vita romana del vino! Per l’occasione noi eravamo lì, fisicamente e con i nostri vini che, insieme agli altri di Le Vigne del Lazio, sono stati offerti nella seconda parte dell’evento, dedicato alla degustazione: contenti di partecipare e di imparare soprattutto, perché de nobis fabula narratur, questa storia parla anche di noi.

Paola

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