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La nostra Babette!

In Film on 24 gennaio 2012 at 1:29 pm

Qualche giorno fa, per la consueta serata cena&cinema a casa Lupo, abbiamo visto tutti insieme un grande classico del genere “enogastronomico”: Il pranzo di Babette!

Il film, tratto dall’omonimo racconto di Karen Blixen, narra la storia della chef del Cafè Anglais di Parigi, costretta a fuggire dopo la caduta della Comune, alla quale ha partecipato, e a riparare presso un piccolo villaggio di luterani sulla costa occidentale dello Jutland. Quando una lettera la raggiunge con la notizia di un’ingente vincita alla lotteria, Babette trova ispirazione per preparare un sontuoso pranzo per la comunità di bigotti che l’ha accolta: un evento che riesce a scuotere lo stato di anestesia sensoriale degli invitati e che diventa anche il momento di personale elezione della cuoca parigina.

Il pranzo di Babette è un manifesto della scienza culinaria, vista nel suo aspetto conviviale e in quello di espressione artistica. Amontillado, vino andaluso servito in apertura con il brodo di tartaruga, Champagne Veuve Cliquot 1860, con blinis Demidoff, Clos Vougeot 1864, con le cailles en sarcophage, sono alcune delle famose bottiglie servite ai fortunati partecipanti al pranzo.

Vedendo il film ho pensato che anche Cantine Lupo ha la fortuna di avere nel suo team una persona che riesce a trasformare la sua passione culinaria in un potente strumento per risollevare i nostri umori, nutrire la nostra sensibilità estetica, affinare e viziare insieme il nostro gusto. La nostra Babette è Francesca! Il suo contributo alla cantina, oltre che materiale, si espleta anche nel modo speciale in cui riesce a prendersi cura di noi, sia quando ti accoglie alla sua tavola, sia quando arriva in ufficio carica di ogni genere di delizia o con un fiore per le nostre scrivanie. Potrete capire di chi sto parlando leggendo Aïolì, il suo blog.

Paola

  1. “Il pranzo di Babette” è, in effetti, un film che offre ottimi spunti di riflessione sull’utilità dell’arte, del gusto, del bello, funzionali al raggiungimento del concetto di “conosci te stesso” e di verità. Il senso di condivisione, di un momento di generosità, di sacrificio e di apertura nei confronti dell’altro trova espressione sublime nella preparazione di un pasto; la voglia di condividere un pensiero, un’idea, un sogno o comunque di discutere in maniera costruttiva di problematiche che la vita di ogni giorno ti presenta sotto varie forme sono alla base di un processo artistico e funzionali a trovare la verità dentro di sé.

    La protagonista del film Babette rinuncia alla ricchezza e ad una vita agiata per donare un pranzo agli amici più cari; è un gesto di estrema generosità e sensibilità nei confronti di chi le sta accanto e che porta ad una riconciliazione, prima con sé stessa e poi di tutti gli ospiti che si aprono al bello, grazie a questa sua abilità e alla sua attenzione per i dettagli, che mettono fine come detto nel post precedente “all’anestesia sensoriale”, (Babette mette a disposizione tutto ciò che ha e il generale, incredulo, capisce il reale valore del pranzo). Il gusto estetico, la ricerca della bellezza nelle cose, nei piccoli gesti è fondamentale e non fine a se stessa in quanto la bellezza provoca movimenti interiori, è dinamica ed è vita e si contrappone così alla bruttezza che è stasi, paralizza non fa andare né avanti né indietro ed è sinonimo di morte interiore. Chi si dedica con cura, con gusto ad una determinata attività, chi ha voglia di condividere il bello è un po’ un’artista, sia che realizzi un bel “flick”, un quadro, riempia un libro di parole e immagini poetiche, o realizzi un pranzo sontuoso come tutte le “Babette” che conosciamo e che abbiamo la fortuna di incontrare nella vita. Questo atteggiamento aiuta chi ne usufruisce a conoscere se stesso un po’ di più, toccando quelle corde emotive e percezioni sensoriali che spesso sono assopiti.

    Forse, se si trasferisse questa passione, questa cura per i dettagli e di canoni estetici nella vita di tutti i giorni, nel lavoro, avremmo qualche problema in meno, sicuramente qualche sorriso in più. Dedicarsi alla realizzazione di un “bel” prodotto, curandone ogni dettaglio dal packaging al contenuto pensando di donare qualcosa di bello agli altri forse è anche un po’ il segreto del successo; la strada è forse più ricca di insidie, tortuosa, faticosa, ma è destinata a generare soddisfazioni sia per chi la realizza che per chi ne usufruisce … Cantine Lupo sembra perseguire questi obiettivi e questa strada nella sua costante ricerca e cura di ogni dettaglio … un po’ come Babette nel film, un po’ come la signora Francesca citata in precedenza.

  2. Paola, la tua descrizione di Babette/me mi ha lasciato senza parole. Poter condividere con voi questa mia passione è una grande gioia. la mia più grande soddisfazione quando cucino è vedere voi soddisfatti e contenti. ho sempre pensato che nutrire chi si ama sia un gran regalo e continuerò a farlo con immenso piacere. Babette/Francesca

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