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Archive for the ‘Territorio’ Category

Dove eravamo rimasti …

In Blog, Degustazioni, Eventi, Territorio, vendemmia, Vini on 25 agosto 2016 at 5:16 pm

Perché avete deciso di fare il vino?
La domanda era molto semplice ed a farcela era il nostro consulente che voleva capire come tradurre graficamente (con un logo) il senso della nostra iniziativa.
In modo giocoso risposi qualcosa del tipo: “per divertirci un po’!”.
Al tavolo con noi c’era anche il nostro enologo dell’epoca. Scherzando – ma non troppo – rispose “a questo punto meglio che io me ne vada … fare il vino non è un gioco”.
Con gli anni abbiamo capito di quanto impegno e di quanta preparazione ci sia bisogno. Fare il vino non è (solo) poesia e passione ma è soprattutto dedizione, fatica, studio e precisione.
In quest’opera di continua ricerca abbiamo deciso quest’anno di operare alcuni cambiamenti molto importanti per la nostra azienda.

Con molta soddisfazione abbiamo dato il benvenuto nella nostra squadra a Franco Bernabei, enologo (che non ha bisogno di presentazioni, basti citare Flaccianello della Pieve di Fontodi e  Fontalloro di Felsìna) di grandissima levatura tecnica e professionale.

Dalla collaborazione con Franco Bernabei ed i suoi (tra i quali, Roberto Da Frassini e Matteo Bernabei) abbiamo ancora una volta capito che fare il vino è frutto di un gran lavoro di squadra e di una rigorosa programmazione: non ci sono altri modi per ottenere dei risultati.
In questo “strano” 2016 (dove per la nostra azienda le sorprese davvero non sono mancate) ci sono state quindi diverse cose positive.
Abbiamo portato “a bordo” Vittorio Fiorelli, giovane enologo chiamato ad elevare ulteriormente il livello tecnico in cantina ed a collaborare con la squadra di Franco Bernabei.
Sul fronte dei prodotti, quest’anno abbiamo immesso sul mercato i nostri nuovi vini Lupobianco e Luporosso.
Per chi avesse voglia di provarli, saremo a Sermoneta questo fine settimana per partecipare alla consueta manifestazione Sky Wine (& food), organizzata dal bravissimo Giuseppe Di Benedetto ed alla quale non potevamo certo mancare!
Nel frattempo, ci prepariamo per la vendemmia (dita incrociate ed in bocca al lupo a tutti gli amici e colleghi produttori!).
Alla prossima!

Il Boeuf Bourguignon con il Perseide!

In Blog, Enogastronomia, Film, Territorio, Vini on 1 gennaio 2015 at 2:45 pm

boeufSono mesi ormai che in attesa di un freddo dignitoso contempliamo le nostre bottiglie di Perseide da poter utilizzare per preparare il famoso Boeuf Bourguignon con la ricetta di Julia Child.
Questa ricetta gironzola in casa da anni, da quando il film “Julie and Julia” la rese tanto famosa, rispolverando un classico della cucina francese, di fatto un piatto contadino reso celebre, prima ancora che da Julia Child, da Auguste Escoffier, autore di famosi libri e grande divulgatore della cucina francese nel mondo.
La ricetta di questo stufato nasce in Borgogna, nella zona orientale della Francia, dove si produce il medesimo vino nel quale la carne viene cotta lentamente tanto da renderla tenerissima.
Ma poiché noi siamo nel Lazio e abbiamo un gran vino, il Perseide (Tre stelle nella guida Veronelli), blend di petit verdot e tannat, perfetto come accompagnamento per umidi e arrosti, perché non provarlo direttamente nella cottura di questo piatto così invernale e così confortante? La preparazione richiede un po’ di tempo e una lunga cottura ma poiché vorremmo anche proporlo a Bancovino come nostro piatto invernale, rimbocchiamoci le maniche e facciamo questa prova di boeuf bourguignon con Perseide!
Questi gli ingredienti (per 6 persone) e il procedimento direttamente dal libro di Julia Child:
Prendete 160 gr di pancetta, togliete la cotenna e tagliatela a bastoncini. Cuocete un pezzetto di cotenna e i bastoncini di pancetta in 350 ml di acqua per 10 minuti. Scolateli, asciugateli e teneteli da parte.
Riscaldate il forno a 230°. Prendete una cocotte abbastanza grande e in un cucchiaio di olio di oliva fate rosolare la pancetta a fuoco moderato per 2 o 3 minuti. Trasferitela in un piatto. Riportate la casseruola sul fuoco e riscaldate bene il grasso prima di rosolare i cubetti di manzo (1.5 kg di polpa di manzo tagliata a cubetti).
Asciugate la carne con un tovagliolo di carta e rosolatela, pochi pezzi per volta, nell’olio e grasso della pancetta ben caldi facendo in modo che tutti i lati rimangano dorati. Scolateli e conservateli nel piatto assieme alla pancetta. Poi affettate 1 carota e 1 cipolla e fatele dorare nello stesso grasso che poi scarterete. Versate poi i cubetti di manzo nella cocotte, salate, pepate e cospargeteli con circa 2 cucchiai di farina.
Sistemate la casseruola senza il coperchio nella parte centrale del forno lasciandola per 4 minuti, dopo di che tiratela fuori dal forno, date una bella mescolata e infornate di nuovo per altri 4 minuti. La carne deve fare una bella crosticina. A questo punto aggiungete circa 750 ml di Perseide (o vino rosso) e brodo di manzo tanto da coprire appena la carne. Poi 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 2 spicchi di aglio schiacciati, 1 rametto di timo, 1 foglio di alloro spezzettata e la cotenna della pancetta che avevate sbollentato in acqua.
Portate ad ebollizione a fuoco medio, poi coprite la cocotte e infornatela regolando la temperatura (circa 110°-120°) in modo che il tutto continui a sobollire piano piano per circa 2 ½, 3 ore.
Prendete poi una ventina di cipolline, 1 cucchiaio e mezzo di burro non salato, 1/2 cucchiaio di olio d’oliva, 120 ml di brodo di carne, sale e pepe, 1 foglia di alloro, 2 rametti di prezzemolo.
In una padella capiente riscaldate l’olio ed il burro e aggiungete le cipolline. Fatele saltare con delicatezza a fuoco medio per circa 10 minuti in modo che si dorino il più possibile uniformemente, senza rompersi. Versate il brodo, condite a piacere, aggiungete le erbe e coprite. Fate cuocere per circa 40-50 minuti, il tempo necessario perché le cipolle rimangano tenere, conservando però la loro forma, e il liquido è quasi del tutto evaporato. Rimuovete le erbe e tenete da parte le cipolline.
Per quanto riguarda i funghi: prendete 450 gr di champignon tagliati in quarti, 2 cucchiai di burro non salato, 1 cucchiaio di olio d’oliva. Riscaldate l’olio e il burro in una padella a fuoco vivace. Aggiungete i funghi e mescolateli muovendo la padella per circa 5 minuti. Appena risultano dorati, toglieteli dal fuoco e teneteli da parte fino al momento dell’uso.
Quando la carne è cotta, passate i suoi succhi di cottura attraverso un colino. Pulite la cocotte e rimetteteci la carne e la pancetta. Aggiungete infine le cipolline e i funghi.
Fate bollire la salsa per 1-2 minuti, togliendo l’ eventuale grasso che dovesse venire a galla.
La salsa dovrebbe risultare densa. Se dovesse essere ancora troppo liquida, fatela addensare facendola bollire finché raggiunge la giusta consistenza. Se invece risultasse troppo densa, allungatela con il brodo. Condite a vostro piacimento. Versate la salsa sopra la carne e le verdure.
Solitamente il boeuf bourguignon viene accompagnato da patate lesse, pasta o riso bollito.
Se lo servite il giorno dopo, fatelo raffreddare prima di metterlo in frigorifero. Mezz’ora prima di servirlo, riscaldatelo sul fuoco portandolo a bollore e poi incoperchiando la cocotte e facendolo cuocere piano piano per circa 10 minuti, bagnandolo di tanto in tanto con la sua salsa.
Bon Appétit! direbbe Julia…
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Il prossimo vino di Cantine Lupo: il Cesanese

In Blog, Formazione, Territorio, vendemmia, Vini, Vite on 13 luglio 2014 at 12:42 pm

Noi di Cantine Lupo non ci fermiamo mai.
Chi segue la nostra cantina sa che prima o poi qualcosa di nuovo spunterà fuori…
D’altronde, abbiamo il “kefi”… il desiderio, il fuoco, la spinta e la voglia di creare e godere di queste creazioni. Al nostro enologo piace sperimentare, sfidare il terreno e il clima e in effetti i risultati sono sempre soddisfacenti.
La novità è il Cesanese. Un ettaro di terreno dedicato a questo vitigno che speriamo dia i risultati raggiunti finora.
Cesanese di affileIl cesanese è un vitigno a bacca nera, dal quale si ricava un vino dal colore rosso rubino più o meno intenso, con riflessi violacei. Al naso è fruttato, il sapore caratteristico è secco e discretamente tannico.
Le origini del vitigno sono incerte. Il nome deriva sicuramente da Cesano, una località non molto distante da Roma. Viene descritto come un vitigno coltivato nella zona dei Castelli Romani e viene chiamato anche Bonvino nero, Nero ferrigno e Sanguinella.
Esistono due tipologie di vitigno Cesanese, entrambe coltivate nel Lazio e nella zona dei Castelli Romani appunto, il Cesanese d’Affile e quello comune. Il Cesanese comune ha foglia e acini più grandi e nero-bluastri. I vini che si ottengono dal vitigno Cesanese comune sono in genere meno complessi e longevi di quello ottenuti dal Cesanese di Affile.
Il “Cesanese di Affile” è ottenuto da un vitigno autoctono originario di questo piccolo territorio di montagna, conosciuto fin dai tempi della Roma Antica, quando i coloni romani, sedotti dall’ottimo clima, si dedicarono ad un’intensa opera di disboscamento per fare spazio a splendidi vigneti, (cesae: luoghi dagli alberi tagliati).
Un vino che deliziò il palato di Papi e Imperatori e al quale furono riconosciute qualità medicamentose e addirittura soprannaturali; un prodotto della terra, che accompagnò il lento ritmo del lavoro nei campi, fornendo ispirazione a poeti e letterati. Segni tangibili di un legame antico, quasi eterno, testimoniato persino dallo stemma araldico del paese: una tralcio di vite dai grappoli neri con un aspide attorcigliato sul tronco.affile
Il popolo di Affile lo curò gelosamente tanto che negli Statuti Municipali furono stabilite “pene severissime a chiunque avesse avuto l’ardire di recare danno alle vigne”.
A Cantine Lupo abbiamo impiantato il Cesanese di Affile, proveniente dai vivai Guillaume, un’impresa familiare dedita alla produzione e commercializzazione di vitigni dal 1895, situata a Charcenne, villaggio nel nord-est della Francia, precisamente nella regione della Franche-Comté.
In attesa della nuova produzione, stiamo già pensando al nuovo nome, evocativo come sempre del legame tra la nostra terra e il prodotto che dovrà rappresentarla.
FR

Primolupo a Mondo Merlot 2013

In Concorsi, Degustazioni, Premi, Territorio on 25 ottobre 2013 at 11:13 am

Anche quest’anno si va a Trento a ritirare il premio vinto al concorso Mondo Merlot 2013 per i migliori merlot d’Italia (link al post di Civiltà del Bere).

Il nostro Primolupo 2011 è stato infatti selezionato tra i tre migliori vini partecipanti nella categoria IGT annate 2011 e 2012. La soddisfazione è moltissima per il secondo riconoscimento ottenuto dal nostro vino in questo concorso (considerando il fatto che è la seconda volta che partecipiamo a Mondo Merlot e che dalla prima vendemmia del nostro merlot sono passati solo pochi anni ….).

Ci sono anche altri motivi di soddisfazione e compiacimento.

Il primo è vedere che il nostro Primolupo 2011 si è inserito tra due vini veneti (Merlot 2012, dell’azienda Parco del Venda di Vo’ – Padova e  Chieto 2011 dell’azienda Cescon di Roncadelle di Ormelle – Treviso).  Essere premiati insieme a vini provenienti da un territorio di elezione del merlot ci rende infatti orgogliosi del lavoro svolto e ci sprona a fare sempre meglio!

In qualche modo si può dire che in realtà siano stati premiati  3 vini veneti …. La presenza del vitigno merlot nelle nostre zone si deve infatti principalmente all’emigrazione veneta del secolo scorso e dunque è un po’ come se un pezzo di Veneto sia finito nelle nostre bottiglie e nelle nostre tradizioni vitivinicole.

Dall’altro lato, siamo molto contenti del fatto che nella categoria IGT annate precedenti si sia aggiudicato un bel riconoscimento anche il merlot di Cantina Sant’Andrea (Terracina). Il successo dei produttori della nostra zona infatti ripaga anche noi del lavoro profuso in vigna ed in cantina e degli sforzi volti alla promozione ed alla valorizzazione del nostro territorio.

Come di consueto, un grazie a tutti per questo bel risultato.

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Triplo oro per Cantine Lupo!

In Concorsi, Convegni, Degustazioni, Eventi, Territorio, Vini on 5 giugno 2013 at 6:43 pm

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Più o meno un anno fa, in questo periodo, avevo scritto un post dedicato alle tre medaglie (una d’oro e due d’argento) con le quali i nostri vini erano stati premiati.

Anche quest’anno Cantine Lupo ha vinto tre medaglie! Tre medaglie d’oro per i nostri tre rossi: Primolupo (88,50), Syranto (87,60) e Perseide (87).

Il referente del concorso “la Selezione del Sindaco 2013” ha lodato il lavoro pregevole e degno di merito di tutti noi.

Come sempre vorremmo condividere questo grande successo con tutte le persone che lavorano con Cantine. Stamattina ho dato la bella notizia al nostro enologo, sempre più soddisfatto del lavoro che porta avanti con entusiasmo.

La riflessione che quest’anno sento di dover fare rispetto al lavoro che abbiamo iniziato cinque anni fa è sull’umiltà e l’onestà che ci hanno permesso di raggiungere questi traguardi. Due requisiti fondamentali per ottenere i risultati migliori e i più giusti, nel lavoro come nella vita.

A volte ripenso al nostro primo Vinitaly, quattro anni fa, con il nostro unico Primolupo 2008. Ripenso alle aspettative e all’entusiasmo che ci ha portato ad avere ormai ben 7 vini, pluripremiati e apprezzati dal pubblico.

E domani condivideremo questo successo con gli amici e gli affezionati di Cantine Lupo e Bancovino, nella serata di Vinoforum Around  dedicata a Cantine Lupo.

Vi aspettiamo!

Francesca Romana Castellani Lupo

Quando si dice “territorio”

In Territorio on 10 settembre 2010 at 12:30 pm

Cantine Lupo ha deciso di (iniziare a) contribuire alla valorizzazione del territorio di cui fa parte attraverso la partecipazione al consorzio di produttori “Latina da scoprire”.

Il consorzio riunisce produttori della zona (non solo vino) e punta ad un’azione coordinata di valorizzazione dell’area della provincia di Latina nonché alla creazione di una strada del vino che aiuti a dar risalto ad alcune interessanti realtà produttive locali.

ps. questo post è idealmente dedicato a tutti quelli che hanno l’orticaria al sentire parlare di “territorio” e che considerano il vocabolo come uno tra i più abusati nel mondo del vino!

ps2 forse è il caso di dedicare un prossimo post ai detrattori delle parole “passione” e “tradizione” …