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Archive for the ‘Viaggi’ Category

Vinitaly 2013

In Convegni, Degustazioni, Eventi, Viaggi, Vini on 7 aprile 2013 at 11:36 pm

imageCi siamo! Eccoci a Verona per il nostro 4° Vinitaly.

Cantine Lupo, come ogni anno nel padiglione del Lazio, si prepara a questi quattro giorni di degustazioni, contatti, nuove scoperte e un ulteriore arricchimento. La produzione aumenta e siamo presenti con i nostri Primolupo (sempre amatissimo e in pole position), Terra Marique, Syranto, Rosa Merlot e un assaggio (sorpresa!) del “Perseide”, un blend di petit verdot e tannat con un affinamento di 20 mesi, a breve sul mercato.

Dal nostro primo Vinitaly, ci rendiamo conto che Cantine Lupo è cresciuta molto, è una cantina apprezzata e ricercata che produce vini eleganti e di qualità.

La nostra prima giornata, ormai conclusa, è stata molto proficua, ricca e interessante.

Qui nel Lazio ci si diverte anche molto. Non mancano mai nel nostro stand personaggi peculiari e caratteristici, il clima è rilassato e abbiamo notato che anche i nomi dei vini colpiscono molto.

Dal Primolupo, nostro primo vino, al Syranto, per finire con il Terra Marique dal latino “per terra e per mare”, le due caratteristiche geoclimatiche che rendono il nostro Vermentino profumato, aromatico e fruttato.

Perseide, ultimo arrivato, ispirato durante una vacanza estiva in toscana, ad agosto, nella notte in cui cadevano le stelle e le perseidi erano ben visibili.

In questo contesto il vino sembra assumere ancora di più la magia e l’incanto che già normalmente ne caratterizzano la creazione.

Queste le nostre prime impressioni… ai prossimi giorni per aggiornamenti “più tecnici” dal Vinitaly.

Francesca Romana Castellani Lupo

Londra, una sera da Rossopomodoro

In Degustazioni, Enogastronomia, Eventi, Ristoranti, Viaggi, Vini on 24 febbraio 2013 at 9:27 pm

In Inghilterra siamo già da un po’. Siamo arrivati diversi mesi fa bussando alla porta di Jamie Oliver, i cui ristoranti ora servono il nostro Primolupo.

Inoltre, abbiamo da pochissimo iniziato una collaborazione con i bravissimi ragazzi di Nife is Life, “dispensatori ” di italianità a Londra … in altri termini, rivenditori di prodotti enogastronomici italiani.

Prossimo appuntamento organizzato in collaborazione con Nife è la serata del prossimo 28 febbraio presso Rossopomodoro Chelsea a Londra per una cena a base di Rosa Merlot, Terra Marique e Syranto.

Ci saranno altre iniziative a breve … alla prossima!

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Cantine Lupo in Olanda

In Degustazioni, Eventi, Viaggi, Vini on 4 ottobre 2012 at 6:58 pm

Dopo tre giorni di degustazioni itineranti nei dintorni di Amsterdam, lo staff di Cantine Lupo rientra in Italia!

La tre giorni olandese è stata importantissima per farci prendere coscienza dei nostri punti di forza e continuare invece a lavorare sulle nostre “debolezze”. Abbiamo iniziato il nostro tour sabato con una degustazione (divertentissima) presso De Gouden Ton, enoteca storica in uno dei quartieri “alti” di Amsterdam, in Willemsparkweg.

Ho scoperto che gli olandesi sono un popolo di intenditori di vino e di grandi appassionati. La degustazione presso De Gouden Ton ci ha permesso di conoscere altri produttori italiani che esportano in Olanda: Vietti e Isola della Fiamma con la quale abbiamo allegramente condiviso la postazione il nostro ultimo giorno di degustazioni a Roelofarendsveen, a “casa” del nostro importatore : Mr Fonger Kranenburg, proprietario di “Residence Wijnen”.

Gli olandesi sono impazziti per il nostro Terra Marique. L’idea di un Vermentino del Lazio li ha positivamente sorpresi. Associano il Vermentino ad un vino (giustamente) legato ad una terra assolata e bagnata dal mare.
I nostri Primolupo e Syranto sono stati molto apprezzati e descritti come vini pieni, rotondi, dai colori intensi e dal profumo inebriante.
Per il nostro secondo giorno di degustazione ci siamo spostate ad Heemstede, ricco sobborgo di Amsterdam, nel quale siamo venute a contatto con una realtà diversa da quella della città. Persone più “agées” molto affascinate dalla campagna e dalla vita bucolica tra i vigneti. Anche qui, presso l’enoteca “Le Grand Cru”, i nostri vini sono piaciuti soprattutto per il loro profumo e per la piacevolezza che si avverte bevendoli.
L’ultimo giorno, forse il più interessante e impegnativo, si è svolto, come accennato sopra, presso il “Residence Wijnen”: il nostro importatore aveva organizzato una degustazione con ristoratori, proprietari di enoteche e persone del settore. In quel contesto abbiamo sfoggiato tutta la nostra professionalità, sfociata alla fine in grandi risate e battute… ma quanto si sono divertiti gli olandesi con me e Cristina!
Cristina è stata eccezionale. La sua verve e il suo approccio allegro nei confronti delle persone ci ha permesso di entrare in contatto e di far capitolare anche i clienti più seriosi e professionali.
E molti di loro, probabilmente dopo la primavera, verranno a trovarci e a visitare la cantina e i nostri vigneti. Hanno voluto sapere della nostra vendemmia, che sta terminando in questi giorni, dei prossimi vini che abbiamo imbottigliato e che saranno sul mercato entro Natale, dei nostri prossimi progetti di ristrutturazione e ingrandimento della cantina.
Una trasferta positiva, durante la quale io personalmente ho capito molte più cose di questo lavoro e del vino in generale.
I vini di Cantine Lupo sono apprezzati e ricercati e questo mi ha riempito di orgoglio, soprattutto perché il nostro lavoro è spesso difficile e legato a variabili naturali che non possiamo sempre controllare.
Ci auguriamo di poter ripetere presto l’esperienza olandese anche altrove.

Francesa Romana Castellani Lupo

Tre Merli a Genova

In Ristoranti, Viaggi on 24 agosto 2012 at 11:41 pm

Mi ritrovo il 20 agosto a dovere andare a Genova per un cliente particolarmente interessato ad iniziare a discutere gli aspetti fiscali di un’operazione di M&A e che mi da appuntamento in aeroporto alle 11.00.

La prima conseguenza di ciò è che sono l’unico in tutto l’aereo ad indossare giacca e cravatta e che quando arrivo in aeroporto vengo immediatamente riconosciuto ed intercettato dal cliente (che non avevo mai visto prima) in ragione del mio strambo abbigliamento.

La riunione dura relativamente poco. Dopo circa un’ora sono libero di rientrare a Roma. L’unico problema è che il volo successivo è in serata e che il treno per Roma ci mette un’infinità di tempo che mi scoraggia dal tentare l’impresa.

Non mi resta che andare in centro a Genova per trascorrere qualche ora in quella meravigliosa città.

Mi faccio portare in Via Garibaldi (tra le vie più eleganti che io conosca). Chiedo al tassista per un ristorante da quelle parti e mi indirizza al Gaia.

Arrivato in via Garibaldi inizio a camminare cercando il Gaia ma il ristorante è chiuso … peccato. In effetti, ad agosto non è facile trovare qualcosa aperto. Mi addentro nei vicoli con tutto il corredo di varietà umana che vi si può trovare. Risalendo da uno di questi trovo un bel ristorante dall’aria accogliente.

Non c’è nessuno in sala, ma non mi affido al vecchio rimedio di evitare i locali senza clienti (c’è poca gente in giro ed è un po’ presto per il pranzo).

Il ristorante si chiama I Tre Merli. Il titolare del ristorante è molto cortese mi fa scegliere un tavolo, ricaricare il cellulare e mi porge il menu. Controllo una locandina del ristorante e qualcosa mi sembra familiare. Controllo meglio e mi accorgo che I Tre Merli è della stessa proprietà di un ristorante di New York al quale forniamo il vino: Barolo.

Ne parlo con il titolare (l’architetto Marco Secondo) e lui mi dice di ricordare la nostra cantina e di sapere che sono nostri clienti a New York (nel ristorante Barolo di New York c’è suo fratello Paolo).

Mi affido a lui per il menu del pranzo. Ero partito volendo mangiare una sola cosa ma alla fine vado per una full immersion nella cucina genovese: cappon magro, ravioli di pesce, latte dolce (bevendo una Bianchetta del Tigullio ed un Gavi di Gavi). Pranzo davvero buono ed interessantissimo ascoltare Marco Secondo che racconta l’origine dei piatti.

Dopo pranzo faccio due passi nel centro storico di Genova (ho davanti a me ancora diverse ore prima di rientrare a Roma).

Il fascino e la bellezza di questa città sono intatti anche ad agosto e nonostante siamo abbondantemente sopra i 30 gradi. Ho fatto qualche foto ed in zona porto sono andato a fare una capatina da Eataly, il tempo non mi manca.

Russia

In Enogastronomia, Viaggi on 15 luglio 2012 at 4:52 pm




Sulla Russia (i russi) ed il vino si dicono moltissime cose.

La caduta del muro e la nascita di una classe sociale nuova nel paese (Oligarchi & Co.) hanno determinato mutamenti profondissimi e radicali.

Chi ha frequentato la Russia nei primi anni novanta ricorda quanto diverso fosse il paese rispetto a quello attuale. Ad esempio, qualche giorno fa ho avuto modo di parlare con una italiana che vive a Mosca da circa venti anni e che ha vissuto direttamente tutti i cambiamenti recenti del paese (la caduta dell’URSS, la crisi finanziaria di fine anni ’90, ecc.). E’ una dirigente di una multinazionale ed ha ormai scelto di vivere in Russia.

Dal suo racconto non si capisce bene se abbia più nostalgia o sollievo nel constatare cosa sia diventata la Russia oggi. Subito dopo la caduta del muro, Mosca era ancora una città povera dove le necessità primarie si soddisfacevano con difficoltà (specie se queste necessità erano misurate con il metro di noi occidentali). Le enormi strade cittadine sembravano una sorta di dono verso qualcuno che non avrebbe mai saputo cosa farsene (erano pochissime le auto in circolazione).

Enogastronomia e ristorazione erano concetti marziani: il cibo significava ancora sussistenza.

Venendo ad oggi, i russi (specialmente alcuni di loro) ed il vino sono tutta un’altra cosa. La nuova classe dirigente del paese consuma vino e lo consuma a prezzi a volte esorbitanti (complici i dazi, i ricarichi, e spesso … la voglia di apparire).

E’ per questo che può capitare di andare a cena e pagare un conto in cui l’ottanta per cento è rappresentato dal vino (pur senza aver bevuto vini stellari). Allo stesso modo, può capitare di ordinare (incautamente) un paio di calici di champagne e ritrovarsi a pagare un centinaio di euro in più sul conto.

In questo contesto in cui il vino è così fortemente uno status symbol, si pone il rapporto dei russi con l’Italia (o forse, meglio, l’idea dei russi dell’Italia).

I russi amano il nostro paese. Si spiega quindi facilmente il fatto che sulla Piazza Rossa (forse il luogo maggiormente simbolico di tutta la Russia) l’unico ristorante che si affaccia direttamente sulla piazza sia italiano (anche la gigantografia del Golfo di Napoli che campeggiava nel ristorante del mio albergo era molto indicativa!). E solo in ragione di questo amore smisurato dei russi per l’Italia ho capito perché un tassista mi abbia anestetizzato con Cutugno e Celentano non appena ha scoperto che ero italiano (avrei fatto meglio a parlare solo in inglese senza lasciarmi sfuggire espressioni in italiano … ma forse lo avrebbe capito ugualmente).

Tutto ciò che viene dall’Italia è apprezzato dai russi e camminando per Mosca vi sono continui riferimenti al nostro paese (negozi, ristoranti, edifici); questa sensazione aumenta ulteriormente a San Pietroburgo dove l’intero centro storico rappresenta una sorta di esperimento architettonico italiano.

Il vino italiano è diffusissimo in Russia e la cucina italiana è presente nei migliori ristoranti del paese. Ad esempio, se ordinate uno sparkling wine con tutta probabilità vi arriverà un prosecco (in versione rosso, potrebbe trattarsi di un lambrusco).

Con queste premesse la Russia sembrerebbe essere il paradiso del produttore di vini italiano. Ma forse non è così: la Russia rimane un paese molto difficile, dove la burocrazia pesa molto e dove fare affari può rispondere a logiche poco comprensibili ad uno straniero.

E comunque nonostante ciò, anche in Russia capiamo quanto potrebbero essere importanti le prospettive commerciali del nostro paese se solo sapessimo fare davvero leva sul fascino che l’Italia continua ad esercitare all’estero. Ma forse il discorso sarebbe troppo lungo …

Brasile

In Viaggi on 1 luglio 2012 at 5:05 pm

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Da tempo avevo in programma un viaggio di lavoro in Brasile. Dopo alcuni tentativi, finalmente riesco ad organizzare dieci giorni tra Rio e San Paolo durante i quali incontrare amici, clienti e contatti interessati a servizi di pianificazione fiscale e corporate finance (i.e. la mia professione “numero uno”).

Di solito, quando viaggio cerco di combinare le attività relative alla mia professione di avvocato a quelle relative alla nostra azienda di famiglia Cantine Lupo. Per questo motivo, mi capita spesso di viaggiare con bagaglio “lievemente” appesantito da campioni di vino, brochure ed altro (messi a dimora in valigia insieme a codici e fascicoli clienti).

Nel mio viaggio in Brasile, la parte dedicata al vino è stata decisamente ridotta: ciò nonostante, sono riuscito comunque a fare incontri ed esperienze interessanti.

Ad oggi, il Brasile non è tra i paesi dove esportiamo il nostro vino. Un nostro potenziale distributore a San Paolo è da diversi mesi alle prese con la burocrazia relativa ad autorizzazioni e permessi (in Brasile la burocrazia non scherza – anche se noi in Italia conosciamo perfettamente l’argomento).

Per ora i nostri mercati esteri sono Germania, Olanda, Inghilterra e Stati Uniti (prevalentemente NY e NJ) ma è un po’ che guardiamo al Brasile con interesse.

Dal viaggio in Brasile sono tornato con alcune conferme e con alcuni contatti interessanti (anche se in pochi giorni ci si riesce a fare solo una vaghissima idea di un paese tanto grande e complesso come il Brasile).

Innanzitutto, il Brasile è un paese dove la regina delle bevande alcoliche è la birra. Nel primo locale di Rio dove siamo andati a mangiare poco dopo il mio arrivo (Armazém Cardosão) siamo accolti con una fantastica birra ghiacciata; il cameriere di tanto in tanto passa dal nostro tavolo, raccoglie le ordinazioni e getta via la birra dei nostri bicchieri se questa non è stata bevuta entro brevissimo tempo. Bere birra “calda” è infatti assolutamente vietato.

Anche se la birra domina incontrastata la scena, il consumo del vino si fa strada e le importazioni crescono (anche quelle di vino italiano). Del resto, tra Rio e San Paolo c’è un numero esorbitante di ristoranti di alto livello (specialmente San Paolo) dove il vino (di qualità) è di casa. Inoltre, la presenza di una forte comunità e di ristoranti italiani rappresentano un’ulteriore risorsa per noi produttori.

A questo punto non ci resta che organizzarci per Expovinis 2013!

WineMuseum: entra nel vino… e nella guida!

In Guide, Viaggi on 24 ottobre 2011 at 5:59 pm

Contraddistinti dal simbolo del trifoglio (che indica gli esordienti), i vini di Cantine Lupo entrano nella prestigiosa Guida Oro I vini di Veronelli 2012, aggiudicandosi ottimi punteggi (90 Primolupo; 87 Terra Marique; 86 Rosa Merlot): una piccola soddisfazione, apparentemente, ma anche un successo per tutta la “troupe” della cantina che ha lavorato insieme in questi anni e uno stimolo al raggiungimento di risultati sempre migliori. La guida è in commercio dallo scorso giovedì, ma solo oggi è stata presentata agli operatori e alla stampa specializzata al WiMu, il museo del vino ospitato nella suggestiva cornice del castello Falletti di Barolo, in provincia di Cuneo.

La mia visita al museo, nove mesi fa, ha coinciso per caso con l’inizio del mio percorso professionale nel campo del vino: ed è da qui che “ricomincio” iniziando il mio percorso in questo blog. Il Wine Museum è stato concepito da François Confino, uno fra i più apprezzati professionisti di allestimento museale (già curatore della mostra inaugurale del Centre Pompidou negli anni ’70 e del Museo del Cinema di Torino, tanto per citarne alcuni) che servendosi della struttura su più livelli del castello dipana un percorso di visita dall’alto verso il basso, in un viaggio di scoperta sempre più approfondito, che passa da “I tempi del vino” a “Il vino nella storia e nelle arti” per concludersi nel piano interrato nel “Tempio dell’Enoturista”.

Consiglio di visitare questo museo a principianti e non, per il suo carattere al tempo stesso didascalico e suggestivo: se da un lato, infatti, accompagna i neofiti attraverso un’esperienza multisensoriale nel “mondo del vino” , per gli addetti ai lavori può rappresentare sicuramente l’occasione per una riflessione sugli aspetti centrali di questo patrimonio storico, artistico e antropologico. Uno di questi è il tempo, quello necessario per i risultati, come si legge su una delle pareti del museo:

La nascita di un grande vino è frutto di un incessante lavorio della natura, in un processo lungo e per certi versi misterioso. È, in fin dei conti, la creazione di un piccolo universo, la genesi di un essere vivente. E se sono molti gli elementi che vi concorrono – il calore del sole e l’influsso della luna, le qualità del terreno e la fatica dell’uomo – è il tempo a scandire il ciclo vegetativo della vite e portare i grappoli a maturazione, a ritmare i gesti della vendemmia e della pigiatura, a cadenzare il percorso del mosto dai tini alle bottiglie. Ed è soprattutto una questione di tempo il riposo del mosto nelle botti: è attesa paziente affinché i processi di fermentazione permettano al vino di sprigionare tutto il suo carattere.

Paola

New York e Great Barrington

In Viaggi on 29 giugno 2011 at 10:14 pm

L’arrivo a New York è sempre emozionante. La strada che porta a Manhattan ad un certo punto, improvvisamente, scopre il profilo dei grattacieli su un orizzonte lontano.

A New York incontro Michele. E’ il nostro importatore e distributore per gli stati di NY e NJ. Mi aggiorna su come stanno andando le cose e dei nuovi ristoranti ed enoteche ai quali stiamo vendendo il vino. Nonostante tutto, la situazione complessiva per noi è molto buona. Siamo entrati in un mercato che ha subito una flessione fortissima negli anni della recessione e che ha penalizzato moltissimo i vini più costosi sul mercato. I consumatori americani adesso sembrano molto più attenti. Per ora, i vini che costano centinaia di dollari a bottiglia si vendono meno di prima. In questo quadro generale non esaltante ci riteniamo fortunati per la nostra graduale espansione a New York e nel New Jersey (per altri stati, stiamo lavorando).

Il giorno successivo incontro Annie. Si occupa di marketing del vino (www.divinonyc.com) e prima di tutto è una grandissima appassionata di vino italiano. Ha vissuto per molti anni nel nostro paese e parla benissimo la nostra lingua. Ci vediamo a Soho. Il clima non aiuta e passiamo da un gran sole ad un improvviso e fastidioso temporale. L’appuntamento è al Ristorante Il Barolo. E’ stata proprio Annie a suggerirci di partecipare con i nostri vini all’apertura estiva del bellissimo giardino del ristorante un paio di mesi fa.

Chiacchieriamo di vino e del suo recente viaggio in Italia. Sta portando avanti progetti interessanti per mettere insieme due sue grandi passioni: il vino ed il nostro paese. La sua determinazione ed il trasporto con cui fa le cose le permetteranno senz’altro di riuscire anche questa volta. Con l’occasione salutiamo il direttore del ristorante e ci facciamo raccontare della serata di inaugurazione del giardino.

Devo essere sulla cinquantesima tra poco e non so bene come fare. Sembra una banalità ma in queste condizioni non lo è: piove a dirotto ed in più è l’orario in cui i tassisti cambiano il turno. Ci sono decine di taxi che smontano e non ti prendono.

Dopo un bel po’ di acqua (l’antipatia per gli ombrelli non è sempre una buona cosa) e una decina di isolati a piedi, finalmente convinco un tassista a portarmi in albergo.

Doccia, cambio e vado ad incontrare il mio amico Lee. L’appuntamento è da Teodora. Un piccolo ristorante italiano, elegante e raffinato ma al tempo stesso accogliente e familiare. E’ il ristorante newyorchese di Roberta Riccioli (a Roma con La Rosetta, in zona Pantheon).

Lee è puntualissimo anche se per me è come se fosse in ritardo: sono arrivato con mezz’ora di anticipo perché ricordo male l’appuntamento e non do credito alla mia agenda che invece dice 17.30.

Sono sempre felice di  incontrare Lee. E’ una persona straordinaria e sa di essere speciale. Ha un’alta considerazione di sé, ma per una volta ritengo che non ci sia nulla di male in questo: la sua totale assenza di modestia non mi turba affatto. Lee ha scelto di condurre una vita piena di stimoli e di passioni. Le traversie che (intuisco) ha attraversato non ne hanno frenato la vitalità e non ha mai smesso di apprezzare e coltivare le sue grandi passioni: la musica, la montagna, i viaggi, il vino, la natura e le donne.

Da Teodora cominciamo a raccontarci un po’ di cose. Mi chiede dei miei programmi per il fine settimana. Devo vedere delle persone a cena e poi avrei fatto alcuni giri che avevo pianificato da tempo. Mi chiede di andare insieme a lui ed alla sua compagna nella casa di campagna a Great Barrington. E’ a metà strada tra New York e Boston. Saremmo partiti alle 22.30. Il giorno successivo ci sarebbe stata l’inaugurazione del festival musicale da lui fondato e poi una cena per un po’ di amici. Decido di andare.

Great Barrington ed il Berkshire sono proprio come ci si immagina il New England. Tutto è “gradevole” alla vista. La natura sembra addomesticata, le case sono belle ed in ordine. Nulla qui è fuori posto o stonato. Con l’occasione, visito una bellissima enoteca nel centro di Great Barrington.

Il giorno successivo al concerto incontro Alexandra, la figlia di Lee. Alex è vitale, simpatica e piena di vita. Si occupa di vini ed è molto competente in materia (www.aewines.com). Il suo soprannome, che ho appreso da un video sul sito del NYT, è the Blind Wine Taster, Hanley è il suo inseparabile cane.

Milano

In Viaggi on 22 ottobre 2010 at 11:03 pm

Ci siamo! Sapevamo sin dall’inizio di doverci arrivare e volevamo fortemente essere presenti a Milano con il nostro vino.

Da qualche giorno, potete trovarci presso i locali di Vie del Gusto (Viale Zara 28 – 20124 Milano).

P.s. chiaramente si tratta solo di un primo inizio (va ancora percorsa tanta strada!)



New York

In Viaggi on 19 ottobre 2010 at 12:32 am

Sono in molti a pensare che produrre vino sia un lavoro particolare e fuori dal comune.

Nell’ “immaginario collettivo” (va bene sì, l’ho detto … non mi venivano altre espressioni) il produttore di vino è un personaggio quasi romantico che si aggira sognante tra le vigne e raccoglie sereno il frutto del proprio lavoro quasi che tutto si svolga secondo il copione di un film (Stereotipo: v. alla voce “Un’ottima annata” con Russell Crowe).

Il mondo del vino non è (quasi mai) quello.

Chi produce vino si confronta costantemente con difficoltà di vario genere (non si fa eccezione) e spesso si pone la domanda fatidica del “chi me lo ha fatto fare?”.

Bisogna però dire che in alcuni momenti questo lavoro riesce a ripagare totalmente degli sforzi fatti e delle difficoltà incontrate.

E’ successo – per esempio – nell’ultimo viaggio a New York nel quale siamo andati a trovare i nostri amici importatori di Enoclassica ed alcuni acquirenti del nostro PRIMOLUPO.

Abbiamo infatti passato serate straordinarie insieme agli “uomini sul campo” di Enoclassica (il grande Michele ed il fuoriclasse Alessandro) ed a tutti gli altri amici che siamo riusciti ad incontrare (colleghi produttori ed acquirenti).

A New Rochelle abbiamo cenato nel ristorante di Antonio e Rita Spadaro dove siamo stati sopraffatti dalla simpatia di Antonio (rigorosamente romanista) e di Rita nonché dalla bontà della loro cucina.

Ugualmente bella la serata al ristorante Barolo a Soho (398 West Broadway) dove ci è stata riservata una splendida accoglienza ed abbiamo potuto degustare gli ultimi arrivi della fornitissima cantina (da qualche parte c’era anche il nostro Merlot).

Fortunatamente, anche questo è il mondo del vino!

p.s. un caro saluto ed un ringraziamento al caro amico Lee che ho incontrato a pranzo da Teodora (ristorante molto carino tra Lexington e Third Av.). Per varie ragioni, Lee continua ad essere maestro ed ispiratore.

p.s.2. non poteva mancare una sosta in un Apple Store e da Eataly (200 Fifth Av.)