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Archive for the ‘Vite’ Category

Il prossimo vino di Cantine Lupo: il Cesanese

In Blog, Formazione, Territorio, vendemmia, Vini, Vite on 13 luglio 2014 at 12:42 pm

Noi di Cantine Lupo non ci fermiamo mai.
Chi segue la nostra cantina sa che prima o poi qualcosa di nuovo spunterà fuori…
D’altronde, abbiamo il “kefi”… il desiderio, il fuoco, la spinta e la voglia di creare e godere di queste creazioni. Al nostro enologo piace sperimentare, sfidare il terreno e il clima e in effetti i risultati sono sempre soddisfacenti.
La novità è il Cesanese. Un ettaro di terreno dedicato a questo vitigno che speriamo dia i risultati raggiunti finora.
Cesanese di affileIl cesanese è un vitigno a bacca nera, dal quale si ricava un vino dal colore rosso rubino più o meno intenso, con riflessi violacei. Al naso è fruttato, il sapore caratteristico è secco e discretamente tannico.
Le origini del vitigno sono incerte. Il nome deriva sicuramente da Cesano, una località non molto distante da Roma. Viene descritto come un vitigno coltivato nella zona dei Castelli Romani e viene chiamato anche Bonvino nero, Nero ferrigno e Sanguinella.
Esistono due tipologie di vitigno Cesanese, entrambe coltivate nel Lazio e nella zona dei Castelli Romani appunto, il Cesanese d’Affile e quello comune. Il Cesanese comune ha foglia e acini più grandi e nero-bluastri. I vini che si ottengono dal vitigno Cesanese comune sono in genere meno complessi e longevi di quello ottenuti dal Cesanese di Affile.
Il “Cesanese di Affile” è ottenuto da un vitigno autoctono originario di questo piccolo territorio di montagna, conosciuto fin dai tempi della Roma Antica, quando i coloni romani, sedotti dall’ottimo clima, si dedicarono ad un’intensa opera di disboscamento per fare spazio a splendidi vigneti, (cesae: luoghi dagli alberi tagliati).
Un vino che deliziò il palato di Papi e Imperatori e al quale furono riconosciute qualità medicamentose e addirittura soprannaturali; un prodotto della terra, che accompagnò il lento ritmo del lavoro nei campi, fornendo ispirazione a poeti e letterati. Segni tangibili di un legame antico, quasi eterno, testimoniato persino dallo stemma araldico del paese: una tralcio di vite dai grappoli neri con un aspide attorcigliato sul tronco.affile
Il popolo di Affile lo curò gelosamente tanto che negli Statuti Municipali furono stabilite “pene severissime a chiunque avesse avuto l’ardire di recare danno alle vigne”.
A Cantine Lupo abbiamo impiantato il Cesanese di Affile, proveniente dai vivai Guillaume, un’impresa familiare dedita alla produzione e commercializzazione di vitigni dal 1895, situata a Charcenne, villaggio nel nord-est della Francia, precisamente nella regione della Franche-Comté.
In attesa della nuova produzione, stiamo già pensando al nuovo nome, evocativo come sempre del legame tra la nostra terra e il prodotto che dovrà rappresentarla.
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Un’ottima annata… e un po’ di divertenti luoghi comuni sul vino

In Blog, Film, vendemmia, Vini, Vite on 24 agosto 2013 at 8:19 pm

un'ottima annataNei pigri giorni di agosto anche un po’ di film “leggeri e scontati” ci vogliono. Ieri mi sono imbattuta in “un’ottima annata”, commedia romantica e prevedibilissima sul mondo del vino.

Era tanto che volevo mettere nero su bianco le mie riflessioni su un paio di film dedicati al  vino, quasi sempre romantici e melodrammatici con “Il profumo del mosto selvatico” che la fa da padrone.

Ieri mi sono divertita molto a cogliere gli aspetti buffi e spesso poco realistici della vita in vigna.

Dalle romantiche passeggiate del protagonista tra i filari, dove, ormai adulto, sente e rivede l’anima del defunto zio “vigneron” che gli ricorda i piaceri della vita, al suo inchinarsi, raccogliere un pugno di terra e strofinarsela tra le mani, ricordando un po’ Rossella O’Hara e il suo “non avrai che questo di Tara….”, al contadino che si occupa dei filari di vite, cantando loro dei motivetti perché  convinto che lo ascoltino e crescano meglio….  pensate se l’uomo che sussurra ai cavalli e quello che sussurra alle piante di vite vivessero nello stesso “Château”…

Una pratica che comunque potrei suggerire a Ivano il nostro Chef de Cave. Chissà come la prenderebbe!

Gli scenari sono spesso surreali, come la scena delle ali ne “Il profumo del mosto selvatico” in cui una notte, per combattere la gelata, proprietari e contadini si precipitano ad accendere delle stufe/funghi piantanti in mezzo alla vigna e si infilano sulle spalle delle ali bianche tentando di “far volare” il calore sui grappoli e combattere il gelo evitando che aggredisca gli acini. La scena è romanticissima e bellissima ma decisamente poco attuabile e poco reale.

Il mondo del vino e della vigna ispira sempre una grande poesia. È spesso sinonimo di una vita sana, bucolica, a stretto contatto con la natura e con il volere divino, ma la realtà è ben diversa, ve lo diciamo noi, “vignerons” autentici.

Se da un lato posso confermare la soddisfazione e l’incanto della vendemmia e della festa ad essa collegata, dall’altro esistono anche le incognite della natura, gli imprevisti durante l’imbottigliamento e l’etichettatura, la burocrazia per la vendita e l’export… insomma il mondo del vino è un mondo immenso e complesso e nei film viene spesso descritto solo un aspetto, il più romantico e il meno reale.

Forse la cosa più vera che mi è rimasta impressa di questi film è l’esistenza della “cave”, la collezione privata di vini rari e annate preziose. Una pratica da noi ancora poco radicata, se non in alcune zone d’Italia e che a me personalmente dispiace non avere come cultura.

La “cave” è un bene prezioso da lasciare in eredità, una storia da raccontare e di cui godere nel corso degli anni.

Magari noi di Cantine Lupo potremmo iniziare a creare la nostra preziosa “cave”… ma senza sussurrarlo agli acini…

Francesca Romana Castellani Lupo

I nostri vitigni, parte seconda: il Vermentino

In Blog, Vini, Vite on 13 agosto 2013 at 8:02 pm

vermentino2

Eccoci con la seconda puntata della storia dei nostri vitigni. Oggi parliamo del Vermentino (personalmente il  mio preferito!). Il vermentino è un vitigno aromatico, le cui origini sono un po’ discordanti… Per alcuni è originario della Spagna, per altri sarebbe nativo del Portogallo o dell’isola di Madera, considerando le molte affinità con la malvasia locale. Dalla Spagna si sarebbe diffuso in Francia, nel Languedoc Roussillon dove è noto come Malvoisie Précoce d’Espagne o Malvoisie a gros grains, e successivamente in Corsica dove l’uva bianca è più coltivata. Dalla Francia lo troviamo poi in Liguria, dove ha preso il nome di Malvasia Grossa. Nella seconda metà dell’800, invece, dalla Corsica arriva in Sardegna, in Gallura precisamente, dove acquisisce la denominazione Vermentino e in misura minore, anche in alcune zone della Toscana.

Il vitigno viene utilizzato per la produzione di numerosi vini.

In Sardegna uno tra i più conosciuti ed apprezzati vini a base di vermentino è il Vermentino di Gallura, vino DOCG, caratterizzato da una notevole struttura e alcolicità.

Meno strutturati ma dotati di maggiore eleganza sono i vini a Denominazione di Origine Controllata liguri a base di Vermentino, quali il Riviera Ligure di Ponente e il Golfo del Tigullio.Negli ultimi anni gli enologi hanno lavorato per creare tipologie di Vermentino vinificato in purezza, per farlo risultare più fruttato e gradevole. Un espediente per accentuare queste caratteristiche è anticiparne la vendemmia, in modo che il mosto abbia maggior ricchezza di acidità.

I vini a base di Vermentino sono generalmente dei bianchi secchi ma delicatamente morbidi, di colore giallo paglierino, con profumi intensi di fiori di campo ed erbacei e una nota di albicocca e pesca gialla.
Possono essere abbinati con antipasti di mare, piatti di pesce (come il classico abbinamento tra aragosta e vermentino sardo) e polpo.

Per noi di Cantine Lupo, la produzione di vermentino è nata come un esperimento, date le condizioni climatiche favorevoli e l’ottima posizione tra terra e mare (da cui “Terra Marique”). Un esperimento che si è rivelato un notevole successo che ci ha portati ad “osare” con altre varianti, il Terra Marique Aurum (che fa un leggero passaggio in botte, quindi più strutturato) e Kefi, il nostro passito da uve vermentino appunto, che speriamo presto di farvi degustare.

Francesca Romana Castellani Lupo

vite e uva …

In Vite on 8 agosto 2010 at 6:10 pm

no, non sono foto scattate in azienda.

siamo stati ad Ostia Antica e tra i bellissimi resti romani abbiamo scovato un paio di pergole … a vite.

bello!